{"id":415,"date":"2021-02-14T10:11:51","date_gmt":"2021-02-14T09:11:51","guid":{"rendered":"http:\/\/amicasofia.it\/as2020\/?p=415"},"modified":"2021-03-03T16:28:13","modified_gmt":"2021-03-03T15:28:13","slug":"gli-effetti-e-i-risultati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/amicasofia.it\/as2020\/2021\/02\/14\/gli-effetti-e-i-risultati\/","title":{"rendered":"Gli effetti e i risultati"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I numeri e i prodotti del nostro lavoro si fanno cos\u00ec sempre pi\u00f9 notevoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">16 le scuole coinvolte, tra primo e secondo grado, anche fuori della regione Calabria. 250 gli studenti di primaria e secondaria di primo grado,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">80 quelli di scuola secondaria di secondo grado<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">25 i docenti attivamente coinvolti, compresi tra formatori, tutor, insegnanti del primo ciclo<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><tbody><tr><td><\/td><\/tr><tr><td><\/td><td><img decoding=\"async\" width=\"152\" height=\"2\" src=\"\"><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>3&nbsp; Cfr. <em>Amica Sofia Magazine<\/em>, anno X, n. 1\/2016; anno XIII, n.1\/2018 e n. 2\/208; allegato al n. 1\/2018 \u00e8 uscito anche un opuscolo dedicato, a cura di M.Iiritano e L.Renda.<\/li><li>4&nbsp; M. Iiritano, <em>Ma come si fa a pensare? Diario di un maestro di filosofia<\/em>, Castelvecchi 2019.<\/li><li>D. Cianci M. Iiritano, <em>Pensare da bambini. La sfida di Amica Sofia<\/em>, Ericksson 2020.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta di stime orientative, poich\u00e9 il nostro progetto si presenta ormai come un vasto e frastagliato movimento culturale, le cui ricadute a livello didattico ma anche e soprattutto civile e sociale, si fanno sempre pi\u00f9 evidenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma ancora pi\u00f9 significative e importanti per noi sono le testimonianze di chi, alunno o docente, in questo percorso pluriennale, ha potuto incontrare, nel modello e nell\u2019esperienza <em>biga alata<\/em>, un momento fondamentale della propria formazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La nostra idea sulla filosofia \u00e8 cambiata in seguito al dialogo con i bambini<\/em>, dice Camilla una delle prime allieve del liceo classico Galluppi che hanno intrapreso questo percorso. <em>Abbiamo capito che c\u2019\u00e8 uno scambio. Ho ripensato al valore di questa disciplina e soprattutto siamo andati oltre lo studio scolastico tradizionale del pensiero dei&nbsp; diversi filosofi presentati in successione cronologica, abbiamo capito il messaggio vero delle loro idee.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Inoltre, \u00e8 chiaro che il tempo \u00e8 amico di questa pratica. Col tempo e con l\u2019incontro di persone che i bambini avevano gi\u00e0 conosciuto l\u2019apertura \u00e8 stata maggiore, e anche la fluidit\u00e0, la spontaneit\u00e0 del pensiero aumentavano, si aprivano di pi\u00f9 e questo indica che la frequenza di lezioni impostate sul dialogo lo alimenta e lo favorisce. I bambini a quell\u2019et\u00e0 sono malleabili ed \u00e8 quella l\u2019et\u00e0 in cui si devono indirizzare, in cui bisogna far scaturire la loro immaginazione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Camilla Cantaffa, dopo essersi laureata con pieni voti alla Bocconi, \u00e8 ora <strong>Master in Finanza alla London School of Economics. <\/strong>Oggi, riguardando al percorso fatto, ci scrive cos\u00ec:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La biga alata mi ha dato l\u2019opportunit\u00e0 di migliorare sia le mie capacit\u00e0 di lavorare in gruppo grazie all\u2019 aver collaborato con i miei compagni ed anche le mie abilit\u00e0 di leader siccome ho avuto modo di dirigere pi\u00f9 discussioni su temi filosofici con i ragazzi della scuola elementare. Mi ha fatto riscoprire la passione per l\u2019analisi critica di un testo, mi ha consentito di approcciare la filosofia da una prospettiva diversa e mi ha anche fatto riscoprire mie doti nascoste che non conoscevo. In particolare, ho apprezzato molto la possibilit\u00e0 di lavorare con dei ragazzi pi\u00f9 piccoli, facilitare la discussione su temi di una certa complessit\u00e0 ed aiutare i bambini pi\u00f9 timidi ad esporsi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Londra, dove ha studiato alla <strong>University of Greenwich<\/strong>, vive oggi anche Francesca Plat\u00ec, anche lei parte di quel primo gruppo di ragazze del Liceo Galluppi da cui tutti \u00e8 partito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L\u2019esperienza della Biga Alata \u00e8 stata unica nel suo genere, nonch\u00e9 ampiamente formativa su diversi piani. L\u2019idea fondamentale portata avanti dal Progetto, la filosofia dialogica, \u00e8 di particolare valore poich\u00e9 incentrata sull\u2019interazione tra alunni delle scuole primarie e liceali.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Questo progetto mi \u00e8 stato di particolare aiuto perch\u00e9 ha sviluppato le mie capacit\u00e0 di comprensione e comunicazione, pilastri fondamentali per sopravvivere in qualsiasi contesto, scolastico e non. Una delle principali caratteristiche della comunicazione \u00e8 quella di capire il tuo pubblico affinch\u00e9 il messaggio arrivi in maniera chiara, minimizzando incomprensioni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Lavorare con ragazzi pi\u00f9 piccoli \u00e8 una sfida stimolante. I miei compagni, io, i professori e i maestri abbiamo avuto tutti l\u2019et\u00e0 dei nostri giovanissimi interlocutori, eppure quasi sempre crescendo dimentichiamo e\/o ci innalziamo a figure \u2018superiori\u2019 per mezzi e conoscenza. Per parlare con un ragazzo che pu\u00f2 avere 7 o 10 anni la vera sfida \u00e8 saper tornare indietro nel tempo, capire chi hai difronte, interessarti e farti interessante agli occhi suoi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Cos\u00ec facendo ho imparato a scoprire e a immergermi in nuovi discorsi senza auto-limitarmi, ponendomi nuovi dubbi, cercando pi\u00f9 soluzioni, e articolando il mio pensiero affinch\u00e9 ne potesse nascere uno nuovo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Ho spostato questo modus operandi in pi\u00f9 contesti e con differenti interlocutori, indipendentemente dalle situazioni affrontate e dalle materie oggetto di studio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La riflessione sul dato temporale offerto da studenti e docenti in varie occasioni di ripensamento e monitoraggio dei laboratori apre alla considerazione che la filosofia potrebbe o forse dovrebbe essere strutturale, organica, sistemica per rivelare appieno la sua utilit\u00e0; praticata con continuit\u00e0 e trasversalit\u00e0, e, anche laddove non sussiste come disciplina, entrare a far parte della didattica di ogni fase e contenuto dell\u2019imparare. In quest\u2019ottica, quanto \u00e8 determinante formare gli insegnanti prima ancora che gli alunni, ad una pratica che scardina la chiusura, l\u2019autoreferenzialit\u00e0, la rigidit\u00e0 della programmazione disciplinare, la modulazione rigida di tempi e contenuti, definitivamente contrastata anche dalla pi\u00f9 recente normativa scolastica?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prof.ssa Lisa Minervini, docente di storia e filosofia del Liceo Classico F. Fiorentino di Lamezia Terme, parte della rete di scuole regionale, cos\u00ec scrive:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Prender parte al Progetto La Biga Alata \u00e8 stato per me profondamente utile sia dal punto didattico che formativo, giacch\u00e9 si \u00e8 trattato di un meraviglioso \u201cspettacolo dell\u2019imprevisto\u201d (come a me piace chiamarlo)&#8230;costellato da impegno, conoscenza, apertura, emozioni, scoperte, meraviglia, comunicazione e infine confronto fra diverse ottiche generazionali: quella di noi adulti-docenti, in qualit\u00e0 di supervisori dell\u2019intero percorso, quella dei bambini, protagonisti ignari dell\u2019\u201cavvincente esperimento\u201d e quella degli adolescenti che, come tutor, hanno preso per mano i piccoli, avvicinandoli a livelli di riflessione sempre nuova e stimolando il pensiero in tutte le sue forme. Naturalmente ognuno di questi fantastici ingredienti si \u00e8 rivelato fruttuoso ai fini del ruolo di docente che ricopro, giovando in modo determinante sullo sguardo rivolto verso i miei allievi, nonch\u00e9 sul rapporto instaurato con loro. A ci\u00f2 va poi aggiunto l\u2019autorevole contributo che i vari ospiti del progetto, nelle figure di noti accademici del mondo delle universit\u00e0 e della cultura in generale hanno saputo offrire, mostrando a noi tutti partecipanti, alunni e docenti, le infinite potenzialit\u00e0 della FILOSOFIA, un sapere che MAI si fa\u2019 ma sempre si \u00e8!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ancora, la sua collega Prof.ssa Laura Provenzano aggiunge<strong>:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il progetto mi ha permesso di sperimentare, osservando i ragazzi coinvolti nelle attivit\u00e0, come l\u2019incontro con la filosofia crei spazi non solo di riflessione, ma anche, e direi soprattutto, occasioni di tradurre in azione e ricerca ci\u00f2 che loro hanno appreso in classe.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Vederli interagire con i bambini, vederli costruire situazioni problematiche e ascoltare e interpretare in senso filosofico le suggestioni e le risposte fornite dai bambini, mi ha orientato ancora di pi\u00f9 a declinare in una prospettiva laboratoriale e progettuale l\u2019attivit\u00e0 didattica in classe.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine le parole del Dirigente scolastico della scuola capofila, il Liceo Classico Galluppi di Catanzaro, Elena De Filippis, promotrice del progetto<em>:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Le emozioni che abbiamo provato nel corso della \u201cmessa in atto\u201d del progetto La Biga alata non possono esattamente coincidere con la sua \u201cnarrazione\u201d, in quanto molto pi\u00f9 complete e vive, d\u2019altronde, come si sa, la scrittura mortifica e cristallizza il pensiero. Il rischio \u201cforte\u201dper chi si occupa di filosofia (e questo \u00e8 un antico e mai superato dibattito) \u00e8 quello di incapsularla in idee che, statiche e prive di vita, trovano la propria dimensione in un mondo \u201caltro\u201d che non corrisponde alla realt\u00e0 empirica, o anche di \u201calleggerirla\u201d fino al punto di confonderla con \u201cl\u2019inautentica chiacchiera\u201d.Entrambe le posizioni snaturano l\u2019essenza stessa della filosofia che \u00e8 invece viva e vera. E nulla \u00e8 pi\u00f9 vivo e vero dell\u2019esperimento che si sta portando avanti nella nostra a scuola, il cui motto, non a caso, \u00e8 \u201cIl futuro ha un cuore antico\u201d. Il progetto \u201c La biga alata\u201dcoinvolge non solo i bambini ma anche gli adolescenti del nostro liceo che si \u201cimprovvisano\u201d coaches degli stessi. La biga alata ci fa volare in modo adeguato ed equilibrato salvando la filosofia dall\u2019aridit\u00e0 metafisica, ma anche dalla \u201cdebolezza\u201ddel pensiero. I bambini da pi\u00f9 di tre anni ormai apprendono ma soprattutto in- segnano( nel vero senso etimologico) restituendoci quella dimensione umana e mai \u201ctroppo\u201d umana di cui l\u2019onnivora tecnologia\u201d ci ha privati. Perch\u00e9 la filosofia sente, dunque, l\u2019impellenza di rivolgersi ai bambini? Perch\u00e9, come affermava Comenio, tutto pu\u00f2 essere insegnato a tutti, se modulato in base all\u2019et\u00e0 dell\u2019interlocutore, inducendo sempre (ma soprattutto se si tratta di bimbi) alla riflessione con dolcezza e non certamente in modo cattedratico e dogmaticamente sicuro.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I numeri e i prodotti del nostro lavoro si fanno cos\u00ec sempre pi\u00f9 notevoli. 16 le scuole coinvolte, tra primo e secondo grado, anche fuori della regione Calabria. 250 gli studenti di primaria e secondaria di primo grado, 80 quelli di scuola secondaria di secondo grado 25 i docenti attivamente coinvolti, compresi tra formatori, tutor, 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