{"id":1242,"date":"2021-12-01T15:37:13","date_gmt":"2021-12-01T14:37:13","guid":{"rendered":"https:\/\/amicasofia.it\/as2020\/?p=1242"},"modified":"2022-03-06T23:29:26","modified_gmt":"2022-03-06T22:29:26","slug":"dorella-cianci-jean-luc-nancy-lo-sguardo-bambino-da-il-manifesto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/amicasofia.it\/as2020\/2021\/12\/01\/dorella-cianci-jean-luc-nancy-lo-sguardo-bambino-da-il-manifesto\/","title":{"rendered":"Dorella Cianci &#8211; Jean-Luc Nancy &#8211; Lo sguardo bambino (da Il Manifesto)"},"content":{"rendered":"\n<ul>\n<li>Dorella Cianci, 09.10.2021<\/li>\n<li><br \/><strong>Intervista.<\/strong> Sulla visione del mondo dell&#8217;infanzia: un colloquio inedito con il filosofo scomparso<br \/>quest&#8217;anno<\/li>\n<li><br \/>Jean-Luc Nancy ha lasciato un altro profondo vuoto nel mondo della filosofia. Professore di filosofia<br \/>allUniversit\u00e0 di Strasburgo, dove ha insegnato dal \u201868 al 2004, \u00e8 stato anche direttore di un noto<br \/>programma di Ricerca allInternational College of Philosophy tra il 1985 e il 1989; si \u00e8 formato con<br \/>Jacques Derrida, che ha esercitato, per tutta la vita, uninfluenza decisiva sul suo pensiero, e anche<br \/>con Philippe Lacoue-Labarthe a cui era molto legato hanno anche vissuto insieme in una comune nei<br \/>primi anni 70.<br \/>I tre intellettuali son stati soprattutto amici, ma anche ideatori di un rinnovamento del pensiero<br \/>filosofico e della scrittura legata alla filosofia, con importanti pagine sui limiti della democrazia, sul<br \/>corpo, sulla giustizia, sul linguaggio. Derrida gli dedic\u00f2, a sua volta, anche un libro, dal titolo Le<br \/>Toucher.<br \/>Jean-Luc Nancy (Galileo, 2000). Ha scritto diversi volumi con lui e con Lacoue-Labarthe, in<br \/>particolare LAbsolu litt\u00e9raire (Le Seuil, 1978) e Le Mythe nazi (LAube, 1991).<br \/>Intervistato per l\u2019Universit\u00e0 Lumsa di Roma, alcuni mesi dopo il convegno dedicato alla giornata<br \/>della filosofia e promosso dal gruppo di Ricerca Amica Sofia, in collaborazione col noto storico della<br \/>filosofia medievale Onorato Grassi, e in relazione al tema \u00abFilosofia e bambini\u00bb, rilasci\u00f2 interessanti<br \/>riflessioni. Queste riflessioni oggi sono indirizzate in particolare agli insegnanti e ai genitori,<br \/>partendo dalla complessit\u00e0 dell\u2019 \u00abio\u00bb in et\u00e0 preadolescenziale. Dal convegno di novembre,<br \/>all\u2019intervista di fine aprile, sembrava esser cambiato un mondo, un mondo vecchio.<\/li>\n<li><br \/><strong>Chi sono i bambini e perch\u00e9, sin dal mondo medievale, l\u2019approccio con loro \u00e8 cos\u00ec facile e<\/strong><br \/><strong>difficile al tempo stesso, da spaventarci perfino? Forse di loro ci impaurisce la sfera del<\/strong><br \/><strong>\u00abnon ancora\u00bb, cui appartengono con assoluta eccezionalit\u00e0 e con enorme vantaggio<\/strong><br \/><strong>creativo?<\/strong><br \/>Mi apri un mondo, in questa domanda e non posso ignorare quel discorso fatto all\u2019Ospedale \u00abBambin<br \/>Ges\u00f9\u00bb di Roma con il gruppo Tlon. In quell\u2019occasione mi avevi mandato il tuo vecchio pezzo<br \/>Prendiamola con filosofia (per Il Sole 24 Ore) e avevo condiviso gran parte delle tue parole, ma<br \/>qualcosa mi sembrava sfuggisse, anche nel tuo articolo. Forse eri troppo fiduciosa nella scienza,<br \/>invece i bambini ci mettono davanti le nostre debolezze, il nostro pensiero fragile e ci mettono<br \/>davanti, come dissi allora, al fatto che non c\u2019\u00e8 un piano B, o per meglio dire, non c\u2019\u00e8 sempre un<br \/>piano B. Spesso siamo in balia di un corpo che non sa dove rifugiarsi. Ricordi il film Quando sei nato<br \/>non puoi pi\u00f9 nasconderti di Marco Tullio Giordana? I bambini ci stimolano queste riflessioni e questo,<br \/>al di l\u00e0 del noto immaginario filosofico medievale, ci spaventa. Loro, pi\u00f9 bassi di noi, senza denti a<br \/>volte e con scarso senso dell\u2019orientamento, ne sanno pi\u00f9 di noi. E come lo abbiamo capito che ne<br \/>sanno pi\u00f9 di noi? Lo dicono ovunque: il virus ha rivelato enormi fragilit\u00e0 in noi tutti, soprattutto nel<br \/>sistema capitalistico, che ora fa i conti con gli anni ruggenti o meglio con gli anni selvaggi. Il virus,<br \/>per dirla con G\u00e9rard Bensuassan, il capitalismo. I bambini non te lo dicono di certo in questi termini,<br \/>ma non hanno avuto neanche bisogno del virus per queste considerazioni implicite. Noi s\u00ec.<\/li>\n<li><br \/><strong>Implicite? Dice che non sono appunto coscienti di questa fragilit\u00e0?<\/strong><br \/>Quando sei nato, non puoi pi\u00f9 nasconderti, ripeto, neanche dalle fragilit\u00e0. Partendo da questa brusca<br \/>e violenta esposizione, i bambini si trovano impotenti e si affidano. Poi crescendo, con la scuola che<br \/>instaura il dispotismo del primeggiare a ogni costo e dell\u2019auto-affermazione, questo senso di<br \/>affidamento si perde e crediamo di poter spiegare tutto, persino che cosa sia il giusto o l\u2019ingiusto per<br \/>i pi\u00f9 piccoli.<\/li>\n<li>\u00a0<\/li>\n<li><strong>Nell\u2019indagine sulla costituzione ontologica dell\u2019esser-ci (\u00abDasein\u00bb), secondo lei, che si rif\u00e0<\/strong><br \/><strong>a Heidegger, si scopre l\u2019originalit\u00e0 dell\u2019essere-con (il concetto di \u00abMit-sein\u00bb). Si coglie cos\u00ec<\/strong><br \/><strong>pienamente l\u2019idea di \u00abcum-tactum\u00bb, dell\u2019essere con-l\u2019altro e con-gli altri. Dopo il \u201968, dopo<\/strong><br \/><strong>alcune scelte personali anche molto audaci in termini di relazioni private, il suo pensiero<\/strong><br \/><strong>seppe presentarsi sempre come un pensiero di rottura rispetto a molti elementi filosofici,<\/strong><br \/><strong>per esempio quello di comunit\u00e0. Come si pone, su questo, il bisogno dell\u2019altro, che<\/strong><br \/><strong>spontaneamente avvertono i bambini?<\/strong><br \/>I bambini vivono del <em>cum tactum<\/em> con la madre e il bambino che non realizzer\u00e0, fino in fondo, questo<br \/>cum, sar\u00e0 sempre un adulto disorientato, ma sar\u00e0 anche un adulto che si trasciner\u00e0 nel mondo degli<br \/>adulti quella fragilit\u00e0 dell\u2019essere, che alcuni, superbamente e ridicolamente, dimenticano, nel delirio<br \/>dell\u2019esser grandi, dell\u2019esser forti. Quando mettiamo da parte questo delirio, scopriamo quel che<br \/>sapevano: che il mondo \u00e8 regolato dal caos, ma l\u2019uomo fa la differenza quando esercita il concetto di<br \/>uguaglianza. Un concetto del tutto innaturale da adulti. Non sto dicendo che i bambini sanno tutto<br \/>del concetto di uguaglianza, ma, col loro senso di affidamento all\u2019adulto, sanno che questi garantir\u00e0<br \/>loro perlomeno una giustizia paritaria, un riequilibro delle forze, di cui loro son carenti.<\/li>\n<li><br \/><strong>Ma quella non \u00e8 uguaglianza, secondo me. \u00c8 solo parit\u00e0 di forze e non di diritti. I bambini<\/strong><br \/><strong>non chiedono uguaglianza di diritti, ma affidamento a forze maggiori, tutelanti, protettive,<\/strong><br \/><strong>spesso anche asimmetriche.<\/strong><br \/>S\u00ec, ma sono i bambini a metterci nell\u2019ottica di un mondo tutelante, altrimenti noi saremmo capaci<br \/>solo di pensare alla giustizia al singolare.<\/li>\n<li><br \/><strong>Ma i bambini chiedono giustizia al singolare! Giustizia solo per loro stessi in un frangente<\/strong><br \/><strong>limitato di tempo.<\/strong><br \/>Eh no! I bambini chiedono che si limiti l\u2019ingiusto per tutti. Siamo noi che vogliamo indirizzarli verso<br \/>l\u2019individualismo, ma loro sono ben consapevoli che le condizioni elementari di vita devono essere<br \/>equilibrate per loro, per il loro compagno di banco, per la cuginetta, per l\u2019altra figlia di pap\u00e0 con<br \/>l\u2019altra mamma e via dicendo.<\/li>\n<li><br \/><strong>Mettiamola ironicamente allora. I bambini, potendo, sarebbero di sinistra.<\/strong><br \/>Un po\u2019 s\u00ec e un po\u2019 no. Senza estremismi legati alla destra o alla sinistra. Perch\u00e9 entrambe le<br \/>posizioni vanno dietro a un mondo che mostri giustizia. Invece la giustizia non va mostrata, come ho<br \/>gi\u00e0 detto in altre occasioni. \u00c8 un fatto naturale. Ovviamente per\u00f2, a sinistra, l\u2019idea di giustizia \u00e8<br \/>qualcosa da attuare. Allora s\u00ec\u2026 I bambini son di sinistra, anche perch\u00e9 hanno una visione del mondo<br \/>che va oltre, che riesca a sfociare nel \u00abnon ancora\u00bb, che sappia di futuro. Prima ci libereremo del<br \/>virus del capitalismo, svelato nella sua pochezza del virus sanitario, e prima riusciremo a<br \/>comprendere che cosa modificare su questo Pianeta, mettendoci in quell\u2019ottica di sinistra legata al<br \/>concetto di infanzia.<\/li>\n<li><br \/><strong>E il bambino Nancy che cosa voleva modificare?<\/strong><br \/>Le stesse cose che voglio modificare oggi, perch\u00e9 il filosofo, per esser tale, non ha bisogno di andare<br \/>in cattedra, ma ha bisogno di mantenere lo sguardo bambino, primordiale, viscerale, aperto, privo di<br \/>strutture, ma anche di sottostrutture familiari e di sovrastrutture sociali. Come dissi a Simone, una<br \/>bambina, bisogna intuire la differenza fra il giusto morale e il giusto nel senso dell\u2019esattezza. Il<br \/>giusto morale \u00e8 da perseguire, l\u2019esattezza pu\u00f2 anche venir meno, ammesso che esista. Quando<br \/>diciamo: Voglio percorsrere un metro giusto giusto, non stiamo affatto parlando di giustizia. Questo<br \/>processo accompagna noi tutti fino alle porte della pre-adolescenza. Poi, in adolescenza, coltiviamo<br \/>naturalmente il giusto morale, anche quando decidiamo di abbandonarlo per seguire il pensiero del<br \/>corpo, con il suo concetto intrinseco di \u00abdifferenza\u00bb. Dare corpo alla differenza, sin da adolescenti, \u00e8<br \/>il primo gradino per il decostruzionismo filosofico. L\u2019adolescente, a differenza del bambino e del suo<br \/>senso di uguaglianza e di affidamento, va in cerca del senso del mondo e il mondo, per lui, ha senso<br \/>nella fisicit\u00e0 e soprattutto nel desiderio. In questo si realizza la scissione fra il mondo bambino e il<br \/>mondo adolescente. Dove sta il vero? Nel mezzo, come spesso accade. Ogni bambino rimette al<br \/>mondo il mondo (questo \u00e8 il suo vero processo filosofico) e poi ogni adolescente d\u00e0 a quel bambino la<br \/>possibilit\u00e0 di accantonare il cum tactum con la madre e affidarsi al contatto dei sensi con l\u2019estraneo<br \/>o l\u2019estranea. \u00c8 un processo difficilissimo quello dei sensi, che spesso fatica a realizzarsi anche da<br \/>adulti. Rischiamo di restare analfabeti sensuali se non affrontiamo la scissione bambino-adolescente.<br \/>\u00a9 2021 IL NUOVO MANIFESTO SOCIET\u00c0 COOP. EDITRICE<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dorella Cianci, 09.10.2021 Intervista. Sulla visione del mondo dell&#8217;infanzia: un colloquio inedito con il filosofo scomparsoquest&#8217;anno Jean-Luc Nancy ha lasciato un altro profondo vuoto nel mondo della filosofia. 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