{"id":1002,"date":"2021-07-09T10:28:57","date_gmt":"2021-07-09T08:28:57","guid":{"rendered":"https:\/\/amicasofia.it\/as2020\/?p=1002"},"modified":"2021-07-09T10:29:11","modified_gmt":"2021-07-09T08:29:11","slug":"il-demone-dellincompiuto-mirella-napodano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/amicasofia.it\/as2020\/2021\/07\/09\/il-demone-dellincompiuto-mirella-napodano\/","title":{"rendered":"Il demone dell&#8217;incompiuto. Mirella Napodano"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lode all\u2019incompiuto, al suo fascino evanescente, alla sua carezza impalpabile. Dalla tela di Penelope in poi, l\u2019incompiuto esprime il senso del limite delle cose umane. Nell\u2019antichit\u00e0 classica, l\u2019incompletezza non era particolarmente apprezzata; il non finito era ritenuto insufficiente, carente di senso e non di rado le opere rimaste incompiute venivano affidate ad altri artisti perch\u00e9 le completassero. E\u2019 con il Romanticismo che si diffonde l\u2019ideale della perenne ricerca di mete irraggiungibili e nasce un nuovo interesse per frammenti, note,<br>bozzetti considerati come tracce di percorsi euristici lasciati senza risposte definitive. Nel quaderno di appunti per il secondo libro dei fratelli Karamazof, F\u00ebdor Dostoevskji scrive: Tutto il mondo \u00e8 incompiuto per l\u2019uomo e, nello stesso tempo, il significato di tutte le cose del mondo \u00e8 racchiuso nell\u2019uomo stesso. Se nell\u2019incessante tessitura della tela di Penelope l\u2019incompiuto \u00e8 attesa e pretesto per procrastinare il pi\u00f9 possibile una decisione difficile ed imbarazzante, nella Piet\u00e0 Rondanini di Michelangelo le figure dei protagonisti emergono dal marmo mentre l\u2019incompiuto si fa strazio, redenzione e preghiera. In ogni linguaggio artistico, in ogni esperienza estetica, il senso dell\u2019incompletezza attesta l\u2019estrema precariet\u00e0 dell\u2019esistere umano, rilevata ancor pi\u00f9 oggi, nel clima di frammentariet\u00e0 stilistica che caratterizza l\u2019epoca post-moderna. Ma, tornando all\u2019aneddoto omerico col suo ben noto stratagemma tipicamente femminile, \u00e8<br>il caso di ricordare che ha ispirato una celebre scultura a Pierre-Jules Cavelier, in cui la regina di Itaca appare sfinita dalla lunga attesa forse pi\u00f9 che dall\u2019interminabile lavoro, tanto da suscitare il seguente commento di Th\u00e9ophile Gautier (Les beaux arts en Europe, 1855): \u201cCon la sua Penelope addormentata, Cavelier si \u00e8 collocato al primo posto tra gli scultori moderni. Accasciata nei suoi casti panneggi, sopraffatta dalla fatica del lavoro, questa figura possiede una grazia pudica e severa, degna dei bei tempi antichi.\u201d Un\u2019altra donna ineluttabilmente \u2018incompiuta\u2019, molto celebrata nell\u2019antichit\u00e0 classica &#8211; la regina cartaginese Didone di virgiliana memoria &#8211; nella sua condizione di vedova di Sicheo (ucciso dal cognato Pigmalione) ebbe la ventura di innamorarsi perdutamente del naufrago Enea, ma per sua sventura non riusc\u00ec a trattenerlo a lungo in terra d\u2019Africa. Il richiamo di un\u2019improcrastinabile missione da compiere in Italia spinse infatti ben presto l\u2019eroe troiano a partire portando con s\u00e9 sia il vecchio padre Anchise, simbolo del passato e depositario della tradizione familiare, che il figlioletto Iulo (Ascanio) paradigma aurorale di un glorioso futuro, obiettivamente insperabile se paragonato al destino di tre migranti a stento sfuggiti all\u2019eccidio di Troia. E fu cos\u00ec che il compimento della luminosa missione di Enea decret\u00f2 specularmente la siderale e definitiva<br>incompiutezza della vita sentimentale dell\u2019infelice Didone che, delusa dall\u2019esito negativo dei vani tentativi esperiti per trattenere l\u2019eroe con tutte le arti femminili di cui era capace, scelse di scomparire per sempre dallo scenario del mondo suicidandosi. Dal che si deduce quanto sia pernicioso per una donna innamorarsi di un eroe, o almeno di un uomo che \u00e8 ostinatamente convinto di esserlo. In tempi moderni, una sorte per certi versi analoga \u00e8 toccata ad Anita Garibaldi, morta di stenti nella pineta di Ravenna per seguire lo sposo nelle sue gesta patriottiche. Di situazioni incompiute \u00e8 piena la vita umana: progetti artistici e scientifici iniziati e poi abbandonati; percorsi personali e lavorativi lasciati a met\u00e0 perch\u00e9 rivelatisi troppo ambiziosi; amori senza lieto fine spenti per noia stanchezza incomunicabilit\u00e0; lutti che recidono senza speranza promettenti convivenze. E l\u2019elenco potrebbe protrarsi all\u2019infinito. Ciascuno di noi, per poco che volesse interrogarsi, rintraccerebbe in s\u00e9 stesso e nel proprio entourage una serie impressionante di elementi incompiuti. Forse anche per questo l\u2019incompiuto \u00e8 molto diffuso in ambito musicale: tale \u00e8 il destino del Requiem di Mozart e di ben tre sinfonie di epoca<br>romantica, che vengono normalmente eseguite senza aggiunte apocrife: la Sinfonia n. 9 in re minore di Bruckner, la Sinfonia n.10 in fa diesis minore di Mahler e la Sinfonia n. 8 in si minore di Schubert \u2013 detta Incompiuta \u2013 scritta in una tonalit\u00e0 inusuale per il periodo classico (n\u00e9 Haydin, n\u00e9 Mozart, n\u00e9 Beethoven scrissero mai sinfonie in si minore) e per questo ritenuta sintomatica dell\u2019incipiente transizione al Romanticismo.<br>Apocrifo invece \u00e8 il finale di Tosca, interrotta da Puccini &#8211; gi\u00e0 gravemente ammalato \u2013 dopo la scena della morte di Li\u00f9, forse pi\u00f9 che altro per un contrasto sorto con lo sceneggiatore sullo svolgimento della trama. E\u2019 piuttosto improbabile infatti che la raffinata sensibilit\u00e0 del grande maestro toscano potesse convenire sul trionfale lieto fine della storia rappresentato dal matrimonio dell\u2019algida principessa con Calaf, subito dopo la scena in cui Li\u00f9 si era immolata, prima subendo la tortura per non rivelarne il nome e poi dandosi la morte<br>per amore del principe tartaro (Perch\u00e9 tu un giorno mi hai sorriso). Il completamento dell\u2019opera, affidato da Toscanini ad Alfano, non ha mai convinto fino in fondo altri artisti, prestandosi ad una serie di rifacimenti successivi, altrettanto insoddisfacenti. Sta di fatto che tuttora \u2013 ad ogni rappresentazione &#8211; viene lasciata al giudizio del direttore d\u2019orchestra la decisione di far terminare o meno l\u2019opera al punto in cui finisce la parte autografa dell\u2019Autore, cos\u00ec come fece Toscanini stesso alla prima rappresentazione (postuma) di Turandot.<br>L\u2019incompiuto pucciniano finisce cos\u00ec per essere consegnato direttamente all\u2019incantato spettatore, che a quel punto fruisce insieme del mistero della storia interrotta e del fascino dell\u2019immortale melodia pucciniana. In filosofia, l\u2019incompiutezza dell\u2019uomo e del mondo non \u00e8 solo la categoria che rivela una mancanza, ma una riconosciuta, inderogabile condizione esistenziale collegata alla vulnerabilit\u00e0 della natura umana. Ci\u00f2 comporta un esercizio di distacco e povert\u00e0 interiore: essere disposti ad accettare che il punto in cui siamo<br>arrivati \u00e8 solo una versione provvisoria (Popper) da rivedere per eliminarne \u2013 almeno in parte &#8211; le imperfezioni, fino ad ipotizzare persino di dover ripartire da zero se necessario. Cos\u00ec, spontaneamente, l\u2019incompiutezza si apre alla reciprocit\u00e0, alla consapevolezza di non bastare a s\u00e9 stessi, di aver bisogno del punto di vista altrui per vedere ben oltre il nostro singolare orizzonte autoreferenziale. E\u2019 questa in<br>particolare la posizione dei filosofi del dialogo (Buber, L\u00e9vinas, Rosenzweig) che considerano la cooperazione emotiva e cognitiva fra i dialoganti (di tutte le et\u00e0, anche privi di specifici prerequisiti culturali) come un elemento essenziale nella ricerca della \u2018verit\u00e0\u2019, intesa come frutto del confronto con il volto dell\u2019altro e di una relazionalit\u00e0 aperta ed accogliente che renda significativo il rapporto Io, Tu, Noi.<br>Nell\u2019esistenza umana tutto \u00e8 incompiuto o in fieri, mentre la caducit\u00e0 domina l\u2019orizzonte dei ruderi di templi greci, citt\u00e0 romane sepolte dalla lava e grandi cattedrali gotiche segnate dalle ingiurie del tempo. L\u2019epoca che stiamo vivendo non \u00e8 da meno: ponti che crollano, ghiacciai che si sciolgono come neve al sole, paesaggi che mutano per i cambiamenti climatici\u2026 Persino la ricostruzione edilizia &#8211; a molti anni di distanza dai vari terremoti che hanno colpito duramente borghi e citt\u00e0 stravolgendone l\u2019identit\u00e0 originaria &#8211; lascia molti vuoti<br>negli ambienti urbani dove pulsava la vita, il chiacchiericcio delle comari e l\u2019allegria festante dei bambini. Incompiute sono e restano un po\u2019 dovunque molte grandi opere appaltate senza sani criteri di programmazione infrastrutturale ed economica.<br>Ma quando mai si potr\u00e0 dire veramente dire: Tutto \u00e8 compiuto?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mirella Napodano<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lode all\u2019incompiuto, al suo fascino evanescente, alla sua carezza impalpabile. Dalla tela di Penelope in poi, l\u2019incompiuto esprime il senso del limite delle cose umane. Nell\u2019antichit\u00e0 classica, l\u2019incompletezza non era particolarmente apprezzata; il non finito era ritenuto insufficiente, carente di senso e non di rado le opere rimaste incompiute venivano affidate ad altri artisti perch\u00e9 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"spay_email":"","footnotes":""},"categories":[26],"tags":[],"class_list":["post-1002","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-libri-recensioni-contributi"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/amicasofia.it\/as2020\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1002","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/amicasofia.it\/as2020\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/amicasofia.it\/as2020\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/amicasofia.it\/as2020\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/amicasofia.it\/as2020\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1002"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/amicasofia.it\/as2020\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1002\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1003,"href":"https:\/\/amicasofia.it\/as2020\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1002\/revisions\/1003"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/amicasofia.it\/as2020\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1002"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/amicasofia.it\/as2020\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1002"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/amicasofia.it\/as2020\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1002"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}